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Yoga del Suono e Chakra – 03

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L’aspetto che più ci riguarda da vicino è il rapporto Energia Chakra – Energia Suono.
Tra gli insegnamenti dati vi è quello di abbinare i 7 Chakra alle sette note sia della scala occidentale: DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI – sia di quella Sanscrita: SA, RI, GA, MA, PA, DHA, NI.
E’ in ogni caso errato equiparare SA a DO perché il sistema musicale indiano non è fisso ed il SA corrisponde semplicemente alla nota base che può avere una qualunque altezza sonora.
Così vediamo immediatamente che per gli indiani non esiste una nota con frequenza fissa per ciascun Chakra.
Purtroppo, sulla comparazione note della scala e Chakra in occidente ci sono stati degli errori anche da parte di personaggi illustri ed esperti.

Barbara Ann Brennan studiosa e terapeuta americana ha osservato una maggior risposta dei Chakra a certi suoni tra i quali il SOL ed il RE su molti suoi pazienti riequilibrati e curati olisticamente.

Randall Mc. Clellan propone invece l’equazione Chakra – suoni armonici, che sono i suoni secondari esistenti naturalmente in ciascun suono udibile.
Vi sarebbe l’azione di un suono di base sul corpo ed i suoni armonici agirebbero sui Chakra, il suono armonico di altezza inferiore accorderebbe MULADHARA, il secondo accorderebbe SVADHISTANA e così via fino al 7° accordato da una frequenza altissima.

Se Barbara Ann Brennan giustifica la sua scelta dalle risposte dei Chakra visti e percepiti da lei stessa, Mc.Clellan sostiene la propria scelta con il fatto dell’impossibilità di utilizzare la scala di sette suoni dovuta alla diversa struttura fisica di ogni essere umano che si riflette in un diverso involucro energetico.
I suoni armonici presenti spontaneamente nel suono base di ogni essere umano sarebbero la chiave per agire sui Chakra.

Secondo alcuni, però, non esiste un solo campo di energia che comprenda a sua volta Sette Chakra, anzi, vi sarebbero almeno Sette Campi Energetici (sette corpi aurici), ognuno dei quali con Sette Chakra.
Vediamo qui alcune possibilità di riequilibrio dei Chakra che formano quello che B. A. Brennan definisce il “secondo corpo aurico” e altri ricercatori “l’unico corpo sottile con cui è possibile interagire”.

1) Cantare la A oppure la OM intonandola sulla nota Sol, portando la concentrazione all’ombelico, permette di influire su Manipura ed in misura minore su Svadhistana e Muladhara.
2) Cantare la U oppure la OM sulla nota Re, con la concentrazione al cuore, permette di influire su Anahata ed in misura minore su Vishudda.
3) Cantare la M oppure la OM sulla nota Sol più acuta, con la concentrazione all’occhio spirituale, permette di influire su Ajna ed in misura minore su Sahasrara.

Queste tre pratiche vengono potenziate se la concentrazione passa dalla zona fisica ombelico, cuore, occhio spirituale (punto finale di fusione dell’energia), ai Chakra che governano la zona (punto iniziale in cui l’energia comincia ad incanalarsi per passare dal sottile al denso).

Potrà sembrare strano ma certi Kirtan, sebbene abbiano un testo sanscrito di carattere religioso e siano ritmati al punto tale da indurre al movimento, raramente riescono ad influenzare Chakra più elevati del 4°.
Per logicità consigliamo l’uso di musiche molto ritmate se vogliamo energizzare i Chakra inferiori, canzoni d’amore o comunque con un testo per il 4° ed il 5° Chakra (che governano gli affetti e la comunicazione).

Musiche rilassanti, meditative, canto gregoriano o comunque musiche sacre in cui l’aspetto ritmato è quasi del tutto assente, sono adatte per il 6° ed il 7° Chakra.
Per questi due Chakra superiori anche il silenzio, la preghiera e la meditazione sono fonte di energia.

E’ anche possibile utilizzare una nota unica (Sol oppure Re) per riequilibrare tutti i Chakra, suonando degli strumenti ricchi di armonici, a esempio dei cimbali (piattini) indiani.
Chi conosce la propria nota personale può utilizzarla per riequilibrarsi anche a questo livello.

La scala di sette suoni (Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si) ha una funzione principalmente psicologica, obbliga la mente, già concentrata sul percorso in salita dei Chakra, a rendersi conto, spinta in misura maggiore dai suoni in “scala”, del salire, del passare dal basso all’alto, dalla Terra al cielo, dal denso al sottile.
Però, come abbiamo già visto precedentemente, non è possibile affermare con certezza che queste note funzionino per tutte le persone.

Può essere poeticamente molto bello pensare che, sul piano energetico, siamo tutti appartenenti alla stessa scala, ma il grado di purificazione e di evoluzione influisce sui nostri campi di energia ed i Chakra che operano come collegamenti tra i campi di energia sottile e la corporeità differenziano le loro risposte sonore anche in base al nostro stato di salute fisica.

Se non è possibile essere seguiti da un Maestro, le tre tecniche presentate in questo articolo possono rappresentare un inizio individuale per l’approccio alla via dei Chakra.
Consigliamo l’intonazione dei Bija Mantra, il canto dei suoni armonici e l’uso dei Cimbali solo se l’abbiamo imparate da un buon insegnante.

I Chakra aprono la porta a una dimensione che collega il tempo al fuori dal tempo, il corpo all’energia; impariamo a conoscerli e a rispettarli, sono parte di noi, ed essi ci aiuteranno aiutandoci a ritrovare l’unità, la salute globale ed una spiritualità vera.

Ida Sommovigo e Isabella Borghetti


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