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Esperienze di lavoro

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Mi sono già lasciata alle spalle i 94 anni, eppure oggi mi si chiede come ho svolto il mio lavoro di amministrazione contabile durante il periodo della mia sordità, dai 35 anni alla completa perdita dell’udito avvenuta a 55 anni.
L’inizio questa limitazione ha comportato notevoli difficoltà, ma con l’arrivo di apparecchi nuovi dall’America, mi sono trovata subito a mio agio.
Avevo alle dipendenze 4/5 ragazze di 15/16 anni, tra me e loro c’era una differenza di circa 20 anni , eppure ci siamo comprese subito.
Vi racconto qualche aneddoto.
Una mattina arrivò in ufficio una ragazza molto truccata…
Io osservo: “Santo cielo, che hai fatto? Mi sembra di vedere una maschera di carnevale!”
La ragazza a sua volta: “Lei non capisce niente. È sempre qui chiusa tra quattro mura!”
Io ribatto: “ No, cara, il trucco deve essere fatto con giudizio perché deve rispettare il nostro io!”
Dopo una settimana la ragazza aveva cambiato modo di truccarsi e noi tutte in ufficio ne fummo piacevolmente sorprese, perché ombretto e fondotinta, usati in modo appropriato, mettevano realmente in risalto il suo viso.
Così pure avvenne quando la moda delle gonne sopra il ginocchio entrò prepotentemente nell’uso comune rivelando, soprattutto in certe posizioni da sedute sui tram, delle bruttissime gambe, quando non, a volte, addirittura la mancanza di igiene!
Anche attraverso questi confronti, tra noi c’era molta comprensione ed anche affetto; oltre alla condivisione del lavoro d’ufficio, ero sempre al corrente dei loro dispiaceri e anche delle loro gioie: si instaurava così una reciproca confidenza e, in special modo al rientro dalle ferie, quante belle novità!
Di queste loro vacanze godevo anch’io e non lo dimenticherò mai!
Un’estate marito e moglie ed un amico comune (sempre alle mie dipendenze) partirono in auto per il periodo delle ferie (15 giorni in agosto) da Milano diretti a Napoli; io li raggiunsi dopo 7 giorni prendendo l’aereo da sola e provando l’emozione del viaggio in aereo ( c’erano ancora i quadrimotori ad elica).
Visitammo Capri, Ischia, tutta la costiera Amalfitana; tornammo poi tutti insieme in auto, percorrendo la costa fino ad arrivare di fronte all’Isola d’Elba e poi ci dirigemmo a Pisa.
Quello che vorrei riuscire a comunicarvi è che, pur avendo a che fare con un handicap fisico , non ci si deve chiudere in sé stessi, anzi, con un po’ di umiltà e comprensione è importante far capire agli altri che tutti abbiamo bisogno di aiutarci reciprocamente.
Vivere bene è possibile per ognuno di noi e ad ognuno di noi è data la possibilità di gioire delle “belle esperienze” che la vita ci offre. L’handicap, qualunque esso sia, è qualcosa a cui prima di tutto non dobbiamo permettere di limitarci interiormente.
Giuseppina Taglioretti


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