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La foglia che vuole andare via

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Carissimi Amici de “Le note del cuore”, non avrei mai pensato di accettare l’invito di Ida e scrivere questa piccola storia per il sito.
La mia timidezza mi tiene lontana da queste “esternazioni”, ma poi ho pensato che forse poteva venir utile a qualche altra nonna come storiella della buonanotte….e così, da un momento magico fra due cuori ( nonna e nipotina)….è scaturito un racconto….

Livia e i nipotiniDovete sapere che ho due meravigliosi nipotini, Leonora e Laurits, che vivono in Norvegia, piccoli folletti immersi nel verde, che hanno avuto la fortuna di vivere già una lunga esperienza in India quando avevano rispettivamente Lola 2 anni e mezzo e Laurits solo 7 mesi.
In Lola il ricordo è ancora molto vivo: ne parla sempre e spera di tornarci presto….

Un mese fa sono andata a coccolarmeli un po’ a Oslo…..
In un pomeriggio luminosissimo per sole e vento siamo andati a fare una passeggiata verso una grande spiaggia e, per arrivarci, dovevamo passare attraverso uno splendido bosco di betulle secolari.
La coltre neve si era appena sciolta e lo strato di humus era fradicio per l’umidità, ma il sole ed il vento cominciavano ad asciugare il primo strato di foglie.
Ad un tratto un refolo più forte degli altri sollevò una grande quantità di foglie ed io dissi a Lola:”Guarda, guarda! Le foglie danzano e volano nell’aria” e lei, con la compostezza e la serietà che spesso assumono i bambini mi rispose: “No, nonna, la foglia vuole andare via…”
Questa frase, detta da una bambina di tre anni, mi colpì molto, denotando una consapevolezza che mi commosse e così, pian piano, si è fatta strada l’idea di una piccola storia…

C’era una volta una bellissima bambina che si chiamava Lola, sempre vestita tutta di rosa, come un piccolo fiorellino rosa che… profumava di rosa…..
Un giorno era a passeggio con la sua nonna in un bel parco vicino al mare.
Le foglie di betulla, che per tutto l’inverno avevano fatto la nanna sotto una copertina bianca di neve, erano ancora tutte bagnate, ma il vento forte forte ed il sole cominciavano ad asciugarle ed a portarle verso il mare…
Ad un certo punto un refolo di vento fece sollevare tutte le foglie che cominciarono a ballare nell’aria e la nonna disse: “Guarda, le foglie volano e ballano…”
E Lola rispose: “No, nonna, le FOGLIE VOGLIONO ANDARE VIA…”
Continuarono a seguire con gli occhi una fogliolina piccina piccina che, leggera, danzava nell’aria… la videro sollevarsi sempre più su, sempre più su… sempre più in alto nel cielo…
Ma proprio da lì passava un aeroplano ed allora la fogliolina gli parlò e disse: “Ciao, aeroplano, dove stai andando ?”
“Vado lontano lontano, volando sopra mari, fiumi e foreste in un paese che tu non conosci…”
“Vorrei che mi portassi con te…”
“Attaccati sotto la mia ala…tieniti molto bene e ti porterò con me…”
La piccola foglia si mise un giubbotto di salvataggio e, attaccatasi ben bene all’ala dell’aeroplano, cominciò il suo lungo viaggio.
Con gli occhi ben aperti guardava tutto quanto scorreva sotto di lei: boschi, montagne, foreste, laghi e fiumi e poi… tanta acqua luccicante sotto il sole…
“Cos’è tutto quell’azzurro ?”
“Quello è l’oceano, piccola foglia, e la terra che cominci a vedere lontano è l’India…”
“Ho sentito una bambina bellissima vestita di rosa che parlava di un posto fantastico che si chiama Auroville… mi piacerebbe proprio andarci…”
“Abbi ancora un po’ di pazienza e ti porterò proprio lì…”
Volarono ancora e ancora e la terra si avvicinava….poi l’aeroplano scese verso terra dicendo alla fogliolina di tenersi ben stretta, di stare attenta perchè fra un poco avrebbero toccato il suolo.
Quando finalmente l’aeroplano si fermò, la fogliolina si staccò dall’ala che l’aveva portata fino a lì e, un po’acciaccata, ringraziò l’aeroplano, gli mandò un grosso bacio e se ne partì alla scoperta di quella terra nuova così diversa da quella dove era nata…
Cominciò a sentire caldo, un bel caldo che la faceva stare bene, sentiva profumi inebrianti che non conosceva, vedeva persone diverse da quelle che era abituata a vedere: la loro pelle era scura, gli occhi e i capelli neri e lucidi ( finora aveva visto solo persone bionde e con gli occhi azzurri ); alberi, piante e fiori le erano sconosciuti e tanti animali le apparivano strani: scimmiette dalla coda lunga lunga, che le facevano i dispetti e mangiavano banane e noccioline, dei tubi lunghi lunghi che si chiamavano serpenti e degli animali grandissimi con un naso lungo lungo e due dentoni bianchi e lunghissimi…
Ma che mondo era mai questo?
Si avvicinò curiosa a quello che le sembrava una grande albero e gli chiese:
“Tu sei un albero ? E le tue foglie sono foglie ? Mi sembrano uguali a me, ma non ne sono proprio sicura… è tutto così strano…”
E l’albero rispose: “Sì, sono un albero, mi chiamo baniano e vivo nei paesi caldi, conosco il sole e la pioggia, ma non la neve e le mie foglie sono foglie come te e, se vorrai, potrai stare vicino a loro, così ti faranno compagnia e, dopo questo lungo viaggio, potrai riposare e fare una bella nanna” … e con un piccolo colpo di vento, aiutò la fogliolina stanca e felice a salire su di un suo ramo alto alto dove potè dormire e sognare tutta la notte……….
Livia Scelli


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