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Il meraviglioso mondo di chi vede attraverso il suono

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Baseball giocato da ciechi……..sembra impossibile vero?
Ma grazie ad un caro amico sono venuta a conoscenza dell’esistenza dell’AIBXC – Associazione Italiana Baseball giocato da Ciechi www.aibxc.it. Il profondo amore per la mia professione (visual trainer) mi ha così spinto in quel di Bologna dove domenica 3 giugno si disputava per l’XI campionato italiano di baseball per ciechi, una partita decisiva tra le squadre di Milano e Bologna.
Giusy PorrinoVolevo vederli, capirne di più, ed emezionarmi con loro e per loro.
Sono Visual Trainer,e aiuto le persone a prendere consapevolezza dei propri occhi e della propria visione, poichè vedere non vuol dire solo 10/10 , ma è” vedere “da vicino e da lontano, sapersi muovere nello spazio, coordinare i movimenti occhio-mano (migliorare la coordinazione tra ciò che vediamo con gli occhi e i movimenti delle mani), percepire la luce,i colori e la profondità, ma vedere è anche postura capire le posizioni che assumiamo maggiormente e valutare come stiamo in piedi, se carichiamo il peso su un lato o l’altro del corpo oppure posteriormente o anteriormente.
Atraverso gli occhi noi prendiamo informazioni dalla realtà esterna,la elaboriamo e la confrontiamo con quello che è già registrato nella nostra memoria,quindi, tramite un processo intellettivo-cognitivo, riconosciamo un oggetto. Comprendete che se consideriamo la visione in questi termini,l’atto del “vedere”  non sarà più legata solo ed esclusivamente agli occhi, ma ognuno di noi avrà una percezione del mondo diversa, a secondo della proprio visione interiore. Così come quando parliamo di miopia, astigmatismo, ipermetropia ecc non dobbiamo parlarne soltanto come di difetti visivi, ma considerarli parte integrante della personalità di un individuo e del suo modo di rapportarsi con la realtà esterna.
Mi sono da sempre occupata di occhi e loro problemi, ma con persone vedenti, mai con non vedenti, capite dunque la mia emozione nell’assistere a questa partita, ero lì, con tutte le mie teorie e convinzioni pronte ad essere messe in discussione,e con il desiderio di apprendere con umiltà una grande lezione di vita.
Mi sembrava impossibile, ma questi ragazzi giocavano a baseball ,e anche bene!
Le squadre sono composte da SETTE GIOCATORI DI CUI 5 ciechi, O IPOVEDENTI CHE DEVONO GIOCARE bendati, e da DUE giocatorI vedente CHE PARTECIPANO ATTIVAMENTE AL GIOCO IN RUOLI PRECISI.
Il battitore  batte, preciso e ben coordinato verso  IL CAMPO E QUINDI DEVE CORRERE VERSO la prima base che in questo caso è sonora, mentre gli altri, quelli della squadra avversaria , devono riuscire a prendere la palla (che ha all’interno un sonaglino) e lanciarla all’unico giocatore vedente in campo, prima che il battitore riesca a raggiungere la seconda base guidato dal battere di mani del compagno di squadra vedente.
E’ straordinario!…….per prima cosa perchè è forse l’unico sport che io conosca dove il vedente e il non vedente sono alla pari e possono giocare insieme.E’ uno sport di squadra, dove è necessario avere abilità, potenza nella corsa, coordinamento tra giocatori e, cervello ,per applicare gli schemi insegnati dall’allenatore.
Ed è ancora più straordinario se si pensa che a volte sentirsi diversi significa congelarsi, cristallizzarsi e per paura allontanarsi dalla vita stessa.Guardarli come fanno la battuta, come corrono coordinati,veloci e precisi come si buttano a pettine (secondo uno schema) per prendere la palla, affidandosi così alle proprie capacità sensoriali che possono regalare loro momenti di gioia, paura o rabbia per aver magari sbagliato qualcosa,ma esultare tutti insieme nel momento della vittoria.
Ero emozionata!….le mie teorie erano confermate,questi ragazzi  mi avevano dimostrato che vedere non è, come ho accennato sopra, legato solo ed esclusivamente agli occhi, ma è un processo intellettivo-cognitivo. Ho sempre considerato il”vedere” in senso olistico, cioè ogni organo del nostro corpo è legato agli altri secondo uno splendido disegno di equilibrio ed armonia che ogni essere umano porta con se.E’ possibile vedere così attraverso il suono,il tatto il gusto, ed è importante che ,se uno dei nostri organi di senso è più debole di un’altro, noi lo comprendiamo e con amore lo alleniamo a fare gioco di squadra con gli altri.Questo è il senso del mio lavoro.
Grazie ragazzi , a voi atleti ,allenatori fondatori dell’associazione,e non ultimo caro amico mio,che mi hai portato a conoscenza di tutto questo mondo straordinario.
“Poichè l’insegnante se davvero saggio, non offre di entrare nella casa della sua saggezza ma vi conduce alla soglia della vostra stessa mente, giacchè la capacità di visione di un uomo non presta le ali ad un altro uomo”.

Giuseppina Porrino


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